Torino, novembre 2019

Falco, che ha aiutato la mamma e la nonnina

Natalino Pastore “Falco”, 55 anni, è arrivato nella grande famiglia dei City Angels nel settembre 2017. Ricorda ancora con emozione quei momenti: “Ho conosciuto i City Angels grazie al mio caro amico Max Striglia, in occasione di un evento benefico organizzato dalla sua associazione, Polis Cultura. Non conoscevo gli Angeli, ne avevo solo sentito parlare. Incontrare il Fondatore, Mario Furlan “Stone”, e la Coordinatrice di Torino di allora, Cloud, è stata una scarica di adrenalina: percepivo che erano anime speciali. Raccontarono la loro opera umanitaria per i senzatetto. Guardai nel mio piatto, e provai una tristezza infinita nel realizzare che tante persone nella mia città non potevano godere di quella abbondanza.
Era una sera di luglio 2017. Un momento di consapevolezza… poi più nulla, fino a settembre. Quando l’amico Max mi disse che Mario cercava una persona seria e affidabile cui affidare un importante servizio di prevenzione e sicurezza rivolto agli studenti. Si trattava di essere presente tutti i giorni sul bus 69, dove gruppi di ragazzi rom davano fastidio ai passeggeri.
Era un momento difficile per me. Capii che sarebbe stata l’occasione per dare una svolta alla mia vita. E accettai.
Il servizio era impegnativo. Lo facevo con un altro volontario, Rambo. In due tenevamo a bada gruppi di ragazzi scalmanati. Non è stato facile, ma attraverso il dialogo, e un comportamento assertivo, ce l’abbiamo fatta. Tant’è vero che questo è il terzo anno che il Sindaco di Borgaro Torinese ci rinnova la convenzione.
Avevo iniziato la mia attività nei City Angels per provare questa nuova esperienza su quello che veniva chiamato “l’autobus della paura”, e poco per volta mi sono innamorato dell’Associazione e dei suoi valori. E il 20 maggio 2018, dopo il corso di formazione, sono diventato un Angelo a tutti gli effetti. Stone mi ha nominato City Angel alla presenza della Sindaca di Torino, Chiara Appendino.”
Oggi Falco è Responsabile operativo. “Mi trovo benissimo sia con il nuovo Coordinatore, Melchiorre Giammona “Geronimo”, che con la ViceCoordinatrice, la straordinaria Sharky” dice. Ricorda tante belle esperienze sulla strada. E una, in particolare: quella che ha donato il sorriso ad una mamma disperata e ad una nonnina di 78 anni.
“La mamma era una senzatetto con il dolore negli occhi, che se ne stava sola soletta in una delle più belle piazze di Torino. In un angolino nascosto, come a non voler infastidire nessuno. Era malata, e quasi auspicava la morte. Ma prima, ci sussurrava, voleva rivedere la figlia, che non vedeva da anni. Sharky ed io l’abbiamo seguita in modo particolare, cercando di realizzare il suo sogno. A settembre di quest’anno, dopo aver perorato la sua causa con le assistenti sociali del Comune, ce l’abbiamo fatta: questa mamma riesce, finalmente, a riabbracciare sua figlia! Ricordo ancora la data: il 24 settembre.”
L’altra esperienza particolarmente significativa di Falco è quella che riguarda una famiglia di clochard. “Una sera – racconta – scorgiamo su una panchina tre persone infagottate: sono un uomo cinquantenne, la sua compagna e accanto a loro, avvolta in uno scialle, un’anziana di 78 anni. La più malconcia è lei: ha le gambe fasciate, ma si intravvedono ferite infette. Offriamo thè caldo e cibo. Cerchiamo di intavolare un dialogo, ma a parlare è solo l’uomo. Ci racconta che vivono di stenti, e che l’unico reddito è la pensione di sua suocera, questa nonnina che ci guarda con i suoi occhi azzurri teneri e disarmanti, e che mi ricorda mia madre.
Dopo aver seguito la trafila burocratica e avere sollecitato le strutture d’accoglienza, riusciamo finalmente a trovare un dormitorio femminile per le due donne. Mentre l’uomo va in un altro centro. Dopo due settimane in dormitorio siamo passati a trovare le due donne, che per fortuna sono state prese in carico da una struttura che le ospita h24. L’uomo, invece, vive ora da parenti.”
Geronimo, il Coordinatore di Torino, è orgoglioso di Falco: “Un volontario – dice – cui non sfugge nulla. Che ha molta empatia, molto buon senso e un grande cuore!”