Milano, gennaio 2020

Daniele Brahimi, 42 anni, ha scelto come nick Vichingo. E in effetti, benché di origine albanese, sembra un guerriero nordico: alto, forte, con la barba lunga. La sua fisicità può incutere timore e soggezione. Ma Vichingo è un pezzo di pane. Un vero Angelo. “Sono nato a Milano, vivo a Milano da sempre e ho sempre girato per la città per divertimento e per lavoro. Ma quattro anni fa ho provato il desiderio di rendermi utile alla mia Milano, e ho capito che potevo farlo nei City Angels, quei volontari di strada che avevo giro sin da ragazzino” dice. Da teenager non si sentiva ancora pronto; alla soglia dei 40 anni ha preso la sua decisione. E ora esce con la squadra del lunedì sera, “una squadra bella unita e affiatata” dice.
Vichingo è stato nominato ViceCaposquadra nel dicembre 2018: “Un compito di responsabilità, ma molto gratificante” dice. Un episodio di cui vuole parlare è accaduto qualche settimana fa. Alla fine del suo servizio, il lunedì sera, stava raggiungendo con un compagno di squadra l’auto per tornare a casa, quand’ecco che un senzatetto alticcio e infortunato a un braccio cerca di venire verso di loro. “Voleva chiederci del cibo, ma barcollava, ed è caduto in mezzo alla strada. In un viale dove le auto sfrecciano ad alta velocità” ricorda Vichingo. Lui e il suo compagno di squadra si precipitano tra le auto, a tirarlo su e a spostarlo da quel posto così pericoloso, per farlo sedere su una panchina. Gli danno del cibo, lo tranquillizzano e gli dicono dove farsi curare il braccio. Luigi Agarossi “Koala”, Coordinatore di Milano, elogia Vichingo: “Serio, motivato, disciplinato, e uno degli Angeli più presenti in tutti i servizi di cortesia!”